Cani e gatti non sono più semplicemente animali che vivono nelle nostre case. Sono compagni di vita, membri della famiglia e sempre più spesso protagonisti delle nostre scelte quotidiane. A raccontarlo non sono soltanto i cambiamenti sociali, ma anche i numeri.

I dati presentati da Circana all’Italian Pet Summit 2026, organizzato da Il Sole 24 Ore, fotografano infatti un settore che continua a crescere anche in un contesto economico complesso.

Un mercato da miliardi di euro

Secondo i dati Circana presentati a settembre 2026, il mercato italiano del pet food e del pet care vale circa 5,4 miliardi di euro. Il trend rimane positivo e interessa sia l’alimentazione sia i prodotti dedicati alla cura degli animali.

Ma è soprattutto il pet care non alimentare a mostrare particolare dinamismo, con una crescita del 6%, contro circa il 3% del pet food.

Allargando lo sguardo all’intera Pet Economy – comprendendo quindi anche il mondo dei servizi – il valore indicato dall’Italian Pet Summit raggiunge 6,7 miliardi di euro.

Dietro questi numeri c’è un cambiamento molto più profondo: quasi 10 milioni di famiglie italiane, pari al 37,7% del totale, vivono oggi con almeno un animale da compagnia.

Dall’alimentazione al benessere

Il pet food continua a rappresentare la componente principale del mercato e uno dei fenomeni più interessanti riguarda il mondo felino.

La nutrizione per gatti è infatti uno dei motori della crescita del settore, mentre gli snack felini registrano incrementi a doppia cifra.

Parallelamente cresce l’attenzione verso tutto ciò che riguarda salute e prevenzione. Integratori e antiparassitari sono tra le categorie più dinamiche, a dimostrazione di un cambiamento nelle priorità dei pet owner.

Non si tratta più soltanto di nutrire il proprio animale, ma di prendersene cura nel corso di tutta la sua vita.

Il pet owner diventa più consapevole

Sta cambiando anche il modo in cui scegliamo prodotti e servizi.

Qualità, specializzazione e personalizzazione assumono un peso crescente. Il mercato si sta progressivamente spostando verso prodotti premium, alimenti specifici, servizi professionali e soluzioni dedicate alle diverse esigenze dell'animale.

E cresce anche il ruolo del digitale.

Ricerca di informazioni, acquisti online, prenotazione di servizi, telemedicina veterinaria, dispositivi connessi e applicazioni dedicate al benessere stanno costruendo un ecosistema nel quale tecnologia e pet care sono sempre più vicini.

Dalla Pet Economy alla Pet Health Economy

La prossima trasformazione potrebbe essere ancora più interessante.

Dati, prevenzione, Intelligenza Artificiale e tecnologie indossabili permettono già oggi di raccogliere informazioni sul comportamento e sull'attività degli animali.

Il futuro del pet care potrebbe quindi essere sempre meno reattivo – intervenire quando emerge un problema – e sempre più orientato alla prevenzione.

Una trasformazione che riguarda veterinari e professionisti, ma anche piattaforme tecnologiche, assicurazioni e servizi digitali.

La crescita della Pet Economy, quindi, non racconta semplicemente quanto spendiamo per i nostri animali.

Racconta quanto sia cambiato il loro ruolo nelle nostre vite.

E probabilmente siamo solo all'inizio.

Immagine creata con AI