Dal collare che monitora l'attività quotidiana alle piattaforme che permettono di gestire salute e servizi, fino all'Intelligenza Artificiale applicata alla medicina veterinaria: il pet care sta diventando sempre più tecnologico.

Il fenomeno ha un nome: Pet Tech.

Ma dietro questa definizione non ci sono soltanto gadget. Sta nascendo un nuovo modello di gestione del benessere animale nel quale dati, professionisti e servizi possono essere sempre più connessi.

Wearable: dal GPS al monitoraggio del benessere

I primi dispositivi indossabili per animali erano principalmente localizzatori GPS.

Oggi alcuni wearable possono raccogliere molte più informazioni: attività, riposo, movimento e variazioni delle abitudini.

Il valore non sta semplicemente nell'accumulare dati, ma nel riuscire a interpretarli.

Un cambiamento significativo rispetto al normale comportamento dell'animale può diventare un'informazione utile da approfondire con il veterinario.

Intelligenza Artificiale e medicina veterinaria

L'AI sta entrando anche nella veterinary digital health.

La ricerca scientifica sta studiando applicazioni nell'imaging diagnostico, nella previsione di alcune patologie, nei sistemi di supporto alle decisioni cliniche e nell'analisi dei dati raccolti dai dispositivi di monitoraggio.

Non significa sostituire il veterinario.

Al contrario, la prospettiva più interessante è utilizzare la tecnologia come strumento di supporto al professionista, lasciando diagnosi e decisioni cliniche alle competenze veterinarie.

Telemedicina e servizi digitali

Anche il rapporto con i professionisti sta diventando più digitale.

Prenotazioni online, reminder, gestione dello storico dell'animale, comunicazioni digitali e servizi da remoto possono rendere più semplice la gestione quotidiana del pet.

Il cambiamento riguarda l'intero ecosistema: veterinari, educatori, pet sitter, toelettatori, nutrizionisti, fisioterapisti e gli altri professionisti che accompagnano l'animale nelle diverse fasi della sua vita.

La vera rivoluzione sono i dati

Il passaggio decisivo potrebbe essere proprio questo.

Oggi molte informazioni relative allo stesso animale sono frammentate: appuntamenti, vaccinazioni, alimentazione, attività, comportamento e servizi utilizzati si trovano spesso in luoghi differenti.

Un ecosistema digitale capace di organizzare e mettere in relazione questi dati – nel rispetto della sicurezza e della privacy – può contribuire a costruire una visione più completa del pet.

Da una gestione basata sui singoli episodi potremmo quindi passare progressivamente a un modello più continuo.

Dal pet care alla prevenzione

È probabilmente questa la direzione più interessante del Pet Tech.

Non utilizzare la tecnologia soltanto quando abbiamo bisogno di acquistare qualcosa o prenotare un servizio, ma usarla per conoscere meglio il nostro animale nel tempo.

Il futuro potrebbe essere fatto di piattaforme capaci di integrare servizi, professionisti e dati; sistemi intelligenti che aiutano a organizzare informazioni; wearable che monitorano alcuni parametri; reminder personalizzati e strumenti predittivi a supporto della prevenzione.

La tecnologia, però, rimane un mezzo.

Il vero obiettivo è un altro: permetterci di prenderci cura meglio degli animali con cui condividiamo la nostra vita.

Immagine creata con AI